Patrick Wolf @ Magnolia (Milano)

Posted by Maffo on Wednesday Sep 16, 2009 Under Live Reports Bookmark and Share

È vero, questo report arriva un tantino in ritardo, ma un motivo valido c’è: se avessi buttato giù le impressioni avute a caldo avrei rischiato seriamente di scrivere qualcosa più simile al blog di una ragazzina in piena tempesta ormonale. Invece sono qui, cinque giorni dopo e mi accingo a scrivere un live report che riuscirà senz’altro a mantenere la mia virilità intatta.

Potrei iniziare con un retorico “Era una serata da lupi..”, senza discostarmi molto dalla realtà. Le premesse meteorologiche non sono infatti fra le migliori all’inizio della serata che prevede concerto e dj set all’aperto. Fortunatamente la perturbazione attraversa il cielo milanese rapidamente e si risolve con un temporale che non procura troppo disagio al pubblico accorso ad acclamare l’enfant prodige britannico, anzi, contribuisce senz’altro a creare il mood adatto all’occasione.

A dire il vero il numero di persone presenti al Circolo Magnolia per assistere al concerto non si può certo definire “outstanding”, soprattutto se confrontato con le strepitose presenze al Magnolia Parade di appena una settimana prima, ma l’atmosfera è ottima, tanto da sentirsi subito a proprio agio. Forse a tal proposito va anche aggiunto il fatto che l’evento, denominato “Curiosity Killed the Cat Night”, è stato senz’altro uno dei meno pubblicizzati nell’ambito del MITO Settembre Festival in cui è collocato.

L’attesa cresce minuto dopo minuto e la tensione è destinata a diventare palpabile a causa dell’ora abbondante di ritardo rispetto all’orario previsto. Finalmente entrano in scena i componenti della band, prima fra tutte la violinista, la quale ha tra l’altro il compito di controllare che gli strumenti siano accordati correttamente. Compito seguito con impazienza dai fans in prima fila, alcuni dei quali sono arrivati già nel pomeriggio per seguire le prove e rubare un sorriso al loro artista prediletto. L’ingresso sul palco di Patrick Wolf nei panni di un insolito Peter Pan dandy catalizza subito l’attenzione dei presenti. Non è da tutti saper iniziare un’esibizione con un brano delicato ed intimistico come Who Will, senza mostrare alcuna incertezza vocale. Si capisce subito di essere davanti a uno che sembra nato per vivere sul palco. Bastano pochi accordi di Bluebells alla tastiera e Patrick si è quasi sciolto completamente. Niente male per un ragazzo della sua età, sicuramente un artista precoce, unico nel suo genere.

La scaletta della serata è eccezionalmente equilibrata, con pezzi pescati accortamente da tutti i quattro dischi all’attivo e sapientemente miscelati in modo da non far mai calare la soglia dell’attenzione. The Bachelor, Tristan (con mini cover di Pj Harvey annessa) e The Libertine scorrono via deliziosamente prima di Damaris, una delle tracce dell’ultimo album già fra le più amate in assoluto. Ottima sia l’interpretazione vocale che quella alla viola. A questo punto arriva il momento più profondo dell’intero live. The Sun Is Often Out, brano già dedicato ad un suo amico mancato, purtroppo torna tristemente attuale a causa del gesto sconsiderato di un amico toltosi la vita tre giorni prima. Una lacrima scorre sulla sua guancia attraversando i vari strati di trucco, è un momento di commozione sincera, condiviso in maniera che definirei quasi generosa con tutti noi. Credo siano davvero in pochi coloro che al termine del pezzo non abbiano gli occhi nemmeno un po’ lucidi. I throw my flowers in the river..

Giusto il tempo di ricomporsi, placando timidamente qualche singhiozzo e Patrick torna ad emozionarci con una canzone che, come dice lui stesso introducendola, non è solito eseguire di frequente dal vivo: The Stars, una delle mie tracce preferite del suo penultimo album. Dopodiché un assaggio del suo esordio con Wolf Song, anche questa molto bella ed intensa. E che dire di una Wind In The Wires proposta in versione acustica con l’ukulele, inserendo diverse variazioni armoniche che impreziosiscono l’aspetto interpretativo dell’intero concerto.

Hard Times, secondo singolo di The Bachelor, è uno dei pezzi più attesi dal pubblico, il quale ha già fatto di esso un vero e proprio inno generazionale. Patrick entra quasi nei panni di una rockstar un po’ glam, imbracciando una riconoscibile Flying V che userà praticamente solo per questo brano. Through these hard times I’ll work harder for.. Revolution. Show me some Resolution.

La serata sta per volgere al termine, urge tirare fuori qualcosa di brillante: la scala maggiore! E non c’è niente di più inaspettato che farlo sui versi introduttivi di Like A Virgin di Madonna, la quale si evolve quasi naturalmente nell’allegra The Magic Position. Si spengono le luci e parte il solito teatrino che conduce all’encore, introdotto dalla poderosa sounds-like-THX  Kriespiel e concluso con Vulture, provocante nei testi e nell’atteggiamento ormai piuttosto disinibito di Patrick che si offre agli avvoltoi con ripetuti “Take this dead meat your!”.

Si conclude così un live convincente, dalla densità di qualità impressionante. Il 2003 ha visto l’esordio di un Patrick Wolf appena ventenne e un po’ zingaro con Lycantropy, seguito poi dagli studi di composizione al Trinity College, la fuga nello chalet in Cornovaglia per partorire nel 2005 Wind in the Wires e l’arrivo del successo commerciale nel 2007 con The Magic Position.

The Bachelor è un disco fondamentale, perché rappresenta una svolta nella vita e nella carriera musicale di Patrick Denis Apps. Se è vero che The Magic Position è stato il disco che lo ha consacrato nel panorama delle nuove stelle della musica alternativa, dandogli una visibilità smodata, l’establishment  mainstream di una major, con tutti gli attributi finti e volgari del caso ha quasi finito per distruggerlo fisicamente e psicologicamente.

Il talento è ciò che ha saputo risollevarlo. Solo il talento, se autentico e senza limiti può far sopravvivere un artista a quello che ha vissuto il giovane Wolf e questo traspare in maniera cristallina e ripetuta nei frammenti di quello che suona sempre più come un vero capolavoro.


Si ringraziano per la collaborazione: Promorama, MITO Settembre Musica, il personale e i responsabili del Circolo Magnolia.

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