Emoglobe Live @ Estabì?!

Posted by Maffo on Wednesday May 7, 2008 Under Live Reports Bookmark and Share

Sono in tre, arrivano da Milano e, a dispetto del loro nome, non sono l’ennesimo gruppo emo-pop-punk-quellochevuoi. Al contrario, gli Emoglobe ci propongono un’interessante miscela di alternative rock, new wave ed un pizzico di elettronica. La band è formata da Gianluca Morelli (basso e voce), Alberto De Angeli (chitarre) e Francesco Franciosi (batteria). Da poco è uscito il loro primo album dal titolo omonimo, prodotto da Marco Trentacoste, già conosciuto per la produzione di Deasonica, Le Vibrazioni e il progetto Rezophonic.

Emoglobe

La serata viene aperta dalla band ospite Sinclear, un’ottima band di Novara che scalda subito l’atmosfera con il loro incedere punk rock, suonando i propri pezzi in lingua italiana e inglese e interpretando un pezzo dei Misfits. Dal loro sito (www.sinclear.org) è possibile scaricare gratuitamente l’EP “Eat AT Chef Sinclear”.
Dopodiché salgono sul palco gli Emoglobe, che fin dalla breve introduzione lasciano intravedere le sfumature elettroniche che andranno a far da cornice alle sonorità tendenzialmente post-grunge.
Unico inconveniente: l’acustica all’interno del locale non è impeccabile e talvolta risulta difficile riuscire a distinguere la voce di Gianluca.

Band

Purtroppo non sono in grado di riportare la scaletta dell’esibizione, quindi le considerazioni che farò saranno basate sull’ascolto successivo del disco.

Quest’ultimo si apre con “Fall”, una scarica elettrica che colpisce particolarmente per la compattezza assunta dai diversi sound. Di seguito il video:

La seconda traccia è “Out Of Time”, cambio di ritmo e attitudine prettamente più rock. Andando avanti si incontrano sonorità più cupe e aspre come in “Kill Me” e “Orange”, oppure più melodiche, come nell’orecchiabile e accattivante “Pluto”. C’è tempo e spazio per respirare le atmosfere acustiche di “So Free” e “Northpole”, senza tralasciare la freschezza ritmata e ben sortita di “Ready”, la rabbia di “Almost” e la risolutezza di “Killerchic”.
A chiudere l’album troviamo “Detuner”, la quale ci saluta ribadendo la bontà degli ingredienti presenti in questo disco che definirei assolutamente più che convincente.
Convinzione rafforzata con il succedersi degli ascolti, la quale si pone a favore delle scelte di questa band che sa giocare con l’alchimia del proprio sound come ormai poche altre realtà sono ancora in grado di fare.

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